Redazione
Giulia Barison, Luca Carli, Silvana Ferrara, Massimo Filippi, Emilio Maggio, Luigia Marturano, Bianca Nogara Notarianni, Chiara Stefanoni, Federica Timeto

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“DANNATO TEMPO” è dedicato a tutti gli animali a cui il tempo è rubato, concesso solo come dannazione.
Dannato tempo, il loro.
Le loro vite si concatenano, programmate l’una nell’altra,
solo in funzione dei bisogni di altri.
Nello scorrere di questo tempo ininterrotto, la singola vita non conta nulla, mentre per ciascun protagonista
è l’unica occasione possibile: imposta e strappata al contempo.
Nel film il tempo si costruisce nella contrapposizione di immagini intrecciate allo scorrere di stagioni, giornate, forme e colori.
È il ritmo del cuore a scandire il tempo, sottofondo e motore di ogni individuo: ne determina l’inizio e la fine, si fa ritmo monotono nella noia. Le esistenze dannate si svolgono in reclusione (mangiare/dormire/mangiare/dormire)
mentre il resto del mondo vive e sogna.

 

I miei giorni sono fatti di niente.
Mangiare e bere scandiscono,
in questa noia mortale,
un tempo senza fine.
A te che mi guardi
racconto i miei giorni
che sono fatti di niente
e vorrei che il mio tempo
fosse una corsa senza fine.